Il martirio silenzioso: Robert W. Greene, sacerdote americano perseguitato nel regime di Mao
Robert W. Greene, sacerdote missionario americano nato nel 1911 in Indiana, rappresenta una figura simbolica delle persecuzioni subite dai cristiani sotto il regime comunista maoista in Cina. Dopo anni di formazione e vocazione, Greene arriva in Cina nel 1937 con un fervido spirito missionario, dedicandosi all’insegnamento, all’assistenza e alla diffusione del Vangelo in un contesto sociale complesso e in evoluzione. La presa del potere da parte di Mao Zedong nel 1949 segna una svolta drammatica: il regime comunista abbraccia un’ideologia ostile a ogni forma di religione, vista come potenziale minaccia politica e culturale, specialmente se associata a elementi stranieri. Greene viene presto imprigionato, accusato di spionaggio e sottoposto a dure torture, ma resiste grazie alla sua incrollabile fede. La sua autobiografia diventa una testimonianza vibrante e dettagliata, in cui emergono non solo le condizioni di repressione, ma anche il potere della fede e la dignità umana sotto pressione. Gran parte della comunità cristiana cinese subisce analoghe persecuzioni, caratterizzate da arresti, controlli statali e restrizioni che mirano a controllare o estirpare le pratiche religiose indipendenti dal controllo governativo. Greene, dopo la liberazione e la deportazione a Hong Kong, dedica i suoi ultimi anni a diffondere la consapevolezza internazionale delle ingiustizie patite. La sua esperienza illumina i temi universali della libertà di coscienza, del martirio e dell’importanza della memoria storica, offrendo uno stimolo a difendere i diritti umani e religiosi ovunque e sempre.