Il tartaro antico svela i segreti della medicina preistorica: il Progetto PreMED alla guida della ricerca europea
Il Progetto PreMED, finanziato con oltre 1,5 milioni di euro dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), rappresenta una svolta nella comprensione della medicina preistorica. Guidato dall’archeologa Emanuela Cristiani, si concentra sull’analisi del tartaro antico per svelare pratiche terapeutiche e forme di assistenza sociale che caratterizzavano le società dal Paleolitico all’avvento dell’agricoltura. Questa ricerca multidisciplinare, che coinvolge numerosi centri europei, utilizza tecnologie avanzate per ricostruire trattamenti medici antichi e le dinamiche sociali ad essi associate.
Il progetto indaga un ampio arco temporale, dal Paleolitico fino a circa 5.000 anni fa, studiando come i cambiamenti economici e sociali abbiano influenzato le strategie di cura. L’analisi del tartaro dentale – capace di conservare residui di piante medicinali e altri materiali – offre una finestra innovativa sulle tecniche terapeutiche preistoriche. Inoltre, evidenze di sopravvivenza di soggetti con gravi patologie suggeriscono che già allora esistessero forme di assistenza sociale, solidarietà e ruoli dedicati alle cure, sottolineando una complessità sociale spesso sottovalutata.
La rete europea coinvolta, con musei come il Museo di Storia Naturale di Parigi e il Max Planck Institute, garantisce un approccio integrato e aggiornato, promuovendo inoltre la formazione di giovani ricercatori. I risultati attesi offriranno contributi fondamentali non solo all’archeologia e antropologia, ma anche alle scienze mediche contemporanee, puntando a valorizzare pratiche terapeutiche naturali e la cooperazione umana. Il progetto si configura così come un modello di eccellenza per la ricerca multidisciplinare e la divulgazione scientifica, capace di restituire un’immagine ricca e articolata della medicina preistorica europea.