Il telescopio James Webb svela i segreti dell'atmosfera di Urano: 15 ore di osservazione e scoperte inattese
Il 19 gennaio 2025, il telescopio spaziale James Webb ha dedicato quindici ore di osservazione continue all'atmosfera superiore di Urano, uno dei pianeti meno esplorati del Sistema Solare. Grazie ai suoi strumenti infrarossi, il telescopio ha permesso di ricostruire per la prima volta e con un dettaglio senza precedenti la struttura verticale di quest'atmosfera, rivelando fenomeni finora invisibili agli strumenti come Hubble. In particolare, la temperatura dell'atmosfera superiore è stata misurata intorno ai 150 °C, una temperatura sorprendentemente elevata per un pianeta così distante dal Sole, evidenziando un vero e proprio enigma chiamato "energy crisis" delle atmosfere planetarie. Questa scoperta apre nuovi scenari nello studio dei meccanismi fisici che riscaldano queste regioni, come onde gravitazionali e interazioni con il vento solare.
Uno degli aspetti più spettacolari emersi dall'indagine è stato l'identificazione di due bande aurorali posizionate vicino ai poli magnetici di Urano. Queste aurore, generate dall'impatto delle particelle cariche del vento solare con l'atmosfera e emesse nell'infrarosso, rispecchiano il complesso e asimmetrico campo magnetico di Urano, inclinato rispetto al suo asse di rotazione. Il telescopio James Webb ha quindi fornito la prima prova diretta e dettagliata della presenza e posizione di queste aurore polari, osservate fino a ora solo in modo frammentario. Questa scoperta offre una nuova finestra per comprendere la magnetosfera di Urano, di cui si possiedono dati in situ unici risalenti alla missione Voyager 2 nel 1986.
Un'altra rivelazione importante riguarda un evidente trend di raffreddamento dell'atmosfera superiore di Urano, rispetto alle misurazioni precedenti effettuate con telescopi terrestri e Hubble. Tale diminuzione potrebbe essere correlata a variazioni dell'attività solare o ai lunghi cicli stagionali del pianeta, che completano un'orbita attorno al Sole ogni 84 anni terrestri. Tuttavia, la natura di questo fenomeno rimane ancora un mistero da decifrare, che richiederà monitoraggi continuativi con strumenti avanzati come il James Webb. In ogni caso, questi risultati confermano come Urano non sia più un polo dimenticato e sottovalutato del Sistema Solare, ma un laboratorio planetario cruciale per la ricerca astronomica e la comprensione dei processi atmosferici e magnetici negli ambienti più remoti.