Il telescopio XRISM rivela i segreti dei raggi X nelle profondità di un buco nero supermassiccio

Il telescopio XRISM rivela i segreti dei raggi X nelle profondità di un buco nero supermassiccio

Il telescopio XRISM, insieme a XMM-Newton e NuSTAR, ha aperto nuove prospettive nello studio delle regioni interne del disco di accrescimento del buco nero supermassiccio MCG–6-30-15. A circa 120 milioni di anni luce dalla Terra, questo buco nero è stato osservato con altissima risoluzione spettrale nei raggi X, rivelando dettagli finora inaccessibili. Le analisi hanno mostrato la composizione chimica, la dinamica dei flussi di materia e le caratteristiche dell'emissione Fe Kα, cruciale per comprendere le condizioni estreme dell'ambiente circostante l'orizzonte degli eventi. La spettroscopia avanzata di XRISM ha permesso di identificare cinque diverse zone di vento relativistico che espellono materia a velocità vicine a 20.000 km/s, evidenziando il ruolo fondamentale di questi venti nell'interazione tra buco nero e galassia ospite, regolando la crescita e l'evoluzione di entrambi. L'interpretazione di tali dati tuttavia rimane complessa, soprattutto per quanto riguarda la misurazione dello spin del buco nero, a causa degli effetti gravitazionali forti e delle variazioni locali. La collaborazione internazionale tra JAXA, ESA e NASA ha rappresentato un fattore chiave per il successo, integrando strumentazioni diverse e massimizzando le capacità osservative. Gli sviluppi futuri, con telescopi di nuova generazione, promettono ulteriori approfondimenti sui processi fisici e sulla fisica fondamentale nei contesti gravitazionalmente estremi, consolidando l'importanza dei raggi X nell'astrofisica moderna.

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