Influenza K in crescita: Burioni avverte sul rischio nonostante le scuole chiuse e la nuova 'super flu' H3N2
L’influenza K continua a destare preoccupazioni in Italia, con un’allerta speciale lanciata dal virologo Roberto Burioni durante il programma “Che Tempo Che Fa”. Nonostante la chiusura di alcune scuole, la diffusione del virus si mantiene alta, principalmente a causa della variante H3N2, definita una 'super flu' per la sua resistenza ai vaccini attuali e l’elevata contagiosità. Burioni ha evidenziato un’incidenza nazionale di 14,7 casi ogni 1.000 assistiti, con un aumento importante previsto soprattutto durante le festività natalizie. La natura del virus, capace di sopravvivere su superfici più a lungo e di propagarsi anche tra i giovani asintomatici, rende la prevenzione una sfida ardua, richiedendo attenzione in tutta la società e non solo nelle scuole.
Il quadro epidemiologico del 2025 si caratterizza per una crescita significativa dei casi, con particolare impatto sulla fascia d’età 5-14 anni. I bambini risultano maggiormente colpiti e rappresentano un importante vettore di diffusione comunitaria, nonostante le misure adottate nelle scuole. Questa situazione provoca difficoltà in ambito familiare e scolastico, con conseguenti assenze e possibili complicanze per i più fragili. La regione Campania e la Sardegna segnalano incrementi sopra la media nazionale, con ospedali sottoposti a maggior pressione e la necessità di monitoraggio e interventi specifici. Il flusso turistico ed economico, soprattutto in Sardegna, non ha limitato la circolazione del virus, evidenziando l’importanza di strategie mirate a livello regionale.
Per contrastare efficacemente la diffusione dell’influenza K e della variante H3N2, Burioni sottolinea l’importanza di misure concrete quali l’igiene personale accurata, l’uso delle mascherine in presenza di sintomi, l’areazione degli ambienti e l’evitare assembramenti inutili. Pur riconoscendo la minore efficacia dei vaccini stagionali contro H3N2, viene consigliata la vaccinazione laddove possibile. Inoltre, la collaborazione tra scuole, famiglie e autorità sanitarie è cruciale per la sorveglianza e l’implementazione di protocolli di prevenzione. Infine, la corretta comunicazione e informazione sono elementi fondamentali per evitare disinformazione e favorire comportamenti responsabili, mirando a tutelare le fasce più vulnerabili e contenere la nuova stagione influenzale con efficacia.