Intel verso una svolta epocale: il progetto di uscita dalla Borsa e la scissione tra design e fonderia

Intel verso una svolta epocale: il progetto di uscita dalla Borsa e la scissione tra design e fonderia

Nel settembre 2025, Intel si trova a un bivio cruciale, con una proposta che potrebbe rivoluzionare la sua struttura: l'uscita dalla Borsa e la divisione in due entità distinte dedicate rispettivamente alla progettazione delle CPU e alla produzione delle fonderie. Questa trasformazione nasce dall’esigenza di rispondere alle pressioni aggressive del mercato dei semiconduttori, soprattutto da parte di concorrenti asiatici come TSMC e Samsung, e dall'esplosione della domanda per chip avanzati destinati all'intelligenza artificiale e ai data center. Intel ha infatti sofferto negli ultimi anni, non riuscendo a integrare efficacemente progettazione e produzione, con conseguente impatto negativo su ricavi e performance azionarie. L’uscita dalla Borsa è concepita come una soluzione per liberare Intel dalle pressioni trimestrali degli azionisti e facilitare decisioni strategiche di lungo termine, necessarie per una trasformazione così profonda.

La proposta di scissione prevede che la parte dedicata alla progettazione continui a concentrarsi su innovazione, IP e sviluppo di CPU e GPU mentre le fonderie diventino un’entità separata con un modello operativo simile a TSMC, aperto a servire clienti terzi. Tale struttura punta a migliorare flessibilità e competitività, rafforzando al contempo la sovranità tecnologica degli Stati Uniti. La proprietà delle fonderie verrebbe affidata a un consorzio guidato dalle principali Big Tech americane – come Apple, Microsoft, Google, Amazon e Meta – con il sostegno del governo USA, garantendo non solo capitali ingenti ma anche un controllo strategico sul comparto. Questo consorzio finanzierà investimenti record da 100 miliardi di dollari per modernizzare e ampliare la produzione domestica di semiconduttori.

L’impatto economico atteso è significativo: incremento della produzione interna, creazione di posti di lavoro qualificati e potenziali ricadute positive per il gettito fiscale e la leadership globale americana nel settore. Tuttavia, la trasformazione comporta rischi importanti legati alla complessità della scissione, alla gestione di un consorzio pubblico-privato e alla dinamica geopolitica internazionale. Le reazioni del mercato sono state prudenti e gli altri player mondiali osservano con attenzione. La posta in gioco è elevata: questa operazione potrebbe segnare l’inizio di un nuovo modello industriale nel settore chip, ridefinendo equilibri globali e rappresentando un precedente di governance avanzata tra pubblico e privato nel campo tecnologico.

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