Intelligenza artificiale a scuola: i sindacati di base contro ChatGPT e Gemini, tra rischi, linee guida e l'appello a Torino
Negli ultimi anni, l'introduzione dell'intelligenza artificiale (IA) nelle scuole italiane ha acceso un acceso dibattito, soprattutto per le preoccupazioni sollevate dai sindacati di base. Questi ultimi criticano l'affidabilità di strumenti come ChatGPT e Gemini, che, nonostante la loro avanguardia tecnologica, possono generare risposte false o fuorvianti, rischiando di minare il processo educativo. La gestione frettolosa da parte del Ministero dell'Istruzione e le linee guida poco condivise amplificano tali perplessità, ponendo dubbi sull'autonomia delle scuole e sulla formazione dei docenti.
Uno studio del MIT ha evidenziato come la maggior parte dei progetti pilota di IA a scuola abbia fallito, sottolineando problemi nella personalizzazione dell'apprendimento, nella trasparenza degli algoritmi e nella perdita della relazione umana essenziale nel contesto educativo. I sindacati avanzano così la proposta di puntare su software libero, quale alternativa trasparente e rispettosa della privacy, per evitare la crescente dipendenza da grandi multinazionali tecnologiche che dominano il settore con modelli chiusi e a scopo di lucro.
Il dibattito culminerà nella conferenza nazionale di Torino, dove si discuteranno strategie di resistenza e scenari futuri per un'IA scolastica inclusiva e democratizzata. Emersa è la necessità di salvaguardare la relazione umana nella didattica, nell'ottica di un equilibrio tra innovazione tecnologica e valori educativi fondamentali, tutelando privacy, autonomia e qualità dell’istruzione pubblica italiana.