Intelligenza Artificiale e Gender Gap: La Sfida dei Deepfake, Stereotipi e il Movimento dell’IA Femminista
L'intelligenza artificiale (IA) non è un campo neutro ma riflette le disuguaglianze sociali e culturali esistenti, tra cui profonde disparità di genere. Donne e minoranze etniche sono scarsamente rappresentate nel settore tecnologico IA, con meno di un terzo del personale globale e una loro assenza nelle posizioni di vertice che influenza negativamente la qualità e l'etica dei sistemi sviluppati. In particolare, fenomeni come i deepfake nudi evidenziano un rischio elevato per la dignità femminile dovuto alla creazione e diffusione di immagini false e non consensuali, con impatti devastanti per le vittime e necessità di risposte legali e tecniche adeguate.
Gli stereotipi di genere sono incorporati sia nelle interfacce popolari come gli assistenti vocali, che prediligono voci femminili associate a ruoli servili, sia negli algoritmi discriminatori, in particolare nei sistemi di riconoscimento immagini dove donne di colore sono disservite a causa di dataset squilibrati e bias inconsci. Contrapposto a ciò, il movimento dell'IA femminista sta crescendo, favorendo la trasparenza algoritmica, la partecipazione attiva delle donne, l'analisi critica delle tecnologie e la formulazione di politiche inclusive. Reti di attiviste emergono in America Latina e Africa, mettendo al centro l'inclusione sociale e sviluppando strategie specifiche.
Per un futuro più equo, è essenziale promuovere formazione STEM per le donne, rivedere dataset e policy, garantire la presenza femminile nei vertici tecnologici e aggiornare la legislazione su privacy e deepfake. Solo attraverso un impegno strutturale e multisettoriale si potrà mitigare il rischio di discriminazioni e bias, guidando l'IA verso un ruolo di vero strumento di emancipazione e benessere sociale, capace di riflettere una società più giusta e rappresentativa.