L'80% dei fiumi si interrompe almeno un giorno all’anno: ecco cosa rivela la ricerca dell’Università di Padova
La ricerca dell'Università di Padova, pubblicata nel 2026 su _Nature Water_, ha portato alla luce un dato sorprendente: oltre l'80% dei fiumi e torrenti del pianeta smette di scorrere almeno un giorno all'anno, rivelando che i corsi d'acqua intermittenti non sono un'eccezione ma la norma globale. Questo studio multidisciplinare ha sfruttato dati satellitari, sensori remoti e campagne sul campo per mappare la stagionalità e la discontinuità dei flussi, coinvolgendo esperti di idrologia, climatologia e geografia. La distribuzione dei fiumi intermittenti spazia dalle regioni aride come l'Africa subsahariana e il Mediterraneo, ad aree temperate europee e americane, dimostrando come la stagionalità influisca sulla presenza d'acqua in molti sistemi fluviali, anche grandi. Le cause del fenomeno sono molteplici: variazioni climatiche che modificano la piovosità e aumentano le temperature, siccità prolungate, pressione antropica su risorse idriche, alterazioni ambientali come deforestazione e impermeabilizzazione dei suoli.
Il cambiamento climatico ha un ruolo cruciale, accentuando le fluttuazioni e prolungando le secche, con impatti negativi sull'ecosistema acquatico, la biodiversità e le comunità umane. Questi effetti si traducono in perdita di habitat, difficoltà nell'approvvigionamento idrico per agricoltura e uso civile e accresciuta vulnerabilità delle popolazioni. Per rispondere, la comunità scientifica suggerisce strategie di adattamento come una pianificazione delle risorse basata sulla stagionalità, il ripristino di aree ripariali, infrastrutture flessibili di stoccaggio e un monitoraggio continuo per anticipare rischi e migliorare la gestione delle emergenze.
Il dato sull'intermittenza dei flussi d'acqua impone un nuovo approccio alla gestione delle risorse e alla mitigazione degli effetti climatici, richiedendo cooperazione internazionale e strumenti tecnologici avanzati. La ricerca evidenzia che l'adattamento a corsi d'acqua non costanti è storicamente noto, ma oggi, con l'intensificarsi del fenomeno dovuto all'uomo, è cruciale una visione sistemica e dati affidabili per garantire la resilienza degli ecosistemi e delle società. Nonostante alcune lacune nel monitoraggio globale restino, i progressi degli strumenti satellitari e l'impegno internazionale sono chiavi per affrontare le sfide future associate ai fiumi intermittenti.