La rivoluzionaria scoperta sulla locomozione dei moai: la scienza svela i misteri del trasporto delle statue sull’Isola di Pasqua
I moai, simbolo inconfondibile dell’Isola di Pasqua, sono da sempre al centro di molteplici teorie sul loro trasporto e collocazione. Tradizionalmente si immaginava che grandi gruppi di persone utilizzassero slitte o rulli per spostare queste statue monumentali di pietra. Tuttavia, uno studio innovativo condotto dalla Binghamton University e dall’Università dell’Arizona ha dimostrato che i moai potevano essere trasportati in posizione verticale, sfruttando un sapiente equilibrio tra design e forza umana. Attraverso la realizzazione di un modello 3D estremamente dettagliato, i ricercatori hanno simulato il movimento oscillatorio della statua, scoprendo che essa poteva essere fatta avanzare camminando, proprio come se fosse una persona. La sperimentazione sul campo, con una replica fedele di un moai di tre metri e 4,35 tonnellate, è riuscita a far muovere la statua lungo un percorso di cento metri con appena 18 persone, confermando l’efficacia del metodo e ribadendo che un gruppo numeroso non era necessario come si pensava.
Il design unico dei moai, caratterizzato da basi leggermente ricurve, sporgenze dell’addome e proporzioni calibrate, si è rivelato fondamentale per questo tipo di locomozione oscillante. Questo ribalta l’idea che l’estetica di tali statue fosse meramente rituale, suggerendo un’intelligente fusione tra funzione e forma. Parallelamente, le antiche strade di Rapa Nui, con le loro conche centrali e margini rialzati, indicano un’efficace progettazione per facilitare il camminamento delle statue, dall’estrazione al loro collocamento finale sulle piattaforme cerimoniali. Queste scoperte indicano una sorprendente ingegneria e organizzazione sociale, nonché una profonda conoscenza della fisica da parte delle popolazioni originarie.
L’innovazione scientifica alla base di questa ricerca non solo conferisce valore storico e culturale alle leggende tramandate oralmente dai Rapa Nui, secondo cui i moai si muovevano autonomamente grazie a poteri misteriosi, ma apre nuove prospettive nella comprensione delle pratiche costruttive e logistiche precolombiane. La metodologia combinata di modellazione 3D e sperimentazione pratica può ora essere applicata per indagare altri misteri archeologici nel mondo e stimola ulteriori studi su come affrontare le sfide poste dal trasporto di grandi monumenti. Rimangono ancora interrogativi su varianti locali e difficoltà specifiche del territorio, ma la scoperta dell’effettiva locomozione oscillante dei moai rappresenta una svolta che coniuga tecnologia, storia e cultura in un appassionante capitolo di innovazione umana.