La valutazione senza voti a scuola: una scelta legittima e innovativa. Intervista a Giulio Iraci e focus sulle nuove frontiere della valutazione educativa
Il dibattito sulla valutazione senza voti è riemerso vigorosamente nel contesto scolastico italiano, come evidenziato dall'evento "Learning by Dewing" tenutosi all'Università Roma Tre nel 2025. Questo incontro ha rappresentato un momento cruciale per discutere una pratica educativa che, lungi dall'essere una novità, è perfettamente in linea con l'attuale normativa italiana. Valutare senza attribuire un voto numerico significa infatti mettere al centro il processo di apprendimento, rendendo la scuola più inclusiva e valorizzando le differenze individuali. Le linee guida ministeriali e le Indicazioni Nazionali sottolineano come la valutazione debba essere trasparente, tempestiva e soprattutto qualitativa, utilizzando strumenti come rubriche e descrittori per offrire un riscontro formativo più ricco rispetto al semplice voto.
L'evento "Learning by Dewing" ha corretto anche il tiro rispetto alle percezioni tradizionali, presentando esperti come il professor Giulio Iraci, che ha spiegato come la valutazione in itinere senza voti rappresenti un'opportunità concreta per la formazione degli studenti. La nascita del Coordinamento per la Valutazione Educativa (CVE) è un ulteriore passo verso la diffusione di queste pratiche, offrendo supporto e formazione ai docenti. Tuttavia, permangono criticità legate a resistenze culturali, necessità di formazione specifica e la gestione del rapporto con le famiglie, che spesso richiedono trasparenza sotto forma di voti numerici.
Nonostante tali sfide, testimonianze provenienti da varie scuole mostrano come l'approccio qualitativo migliori l'atmosfera in classe, riduca l'ansia da prestazione e favorisca la partecipazione. Dal punto di vista pedagogico, questa valutazione formativa stimola lo sviluppo di competenze metacognitive, valorizza le diversità e rafforza la collaborazione tra scuola e famiglia. Il futuro della valutazione scolastica sembra dunque orientato a superare il tradizionale voto per restituire dignità e senso all'apprendimento, sostenuto sia dalla normativa che dalla comunità educativa.