L’attrazione fatale dell’Intelligenza Artificiale: tra diritto alla fragilità e sfide etiche
Il libro "Attrazione digitale" di Giulia Bovassi propone una riflessione critica sull’impatto dell’intelligenza artificiale (IA) sulla libertà umana e sulla società. Attraverso un dibattito avvenuto a Milano, Bovassi evidenzia i rischi di un’adozione acritica della tecnologia, sottolineando l’importanza di un approccio antropologico ed etico capace di tutelare il "diritto alla fragilità". La filosofa mette in guardia contro le spinte transumaniste che idealizzano la perfezione e il potenziamento tecnologico dell’umano, rischiando di compromettere la dignità, la diversità e la libertà individuale. L’IA, pur essendo percepita come neutrale, veicola valori e pregiudizi nascosti, influenzando le scelte e limitando l’autonomia personale. L’autrice invita a mantenere una riflessione critica sull’uso di queste tecnologie, promuovendo trasparenza, responsabilità e inclusività, affinché l’innovazione sia orientata al bene comune e non esclusivamente all’efficienza. Il testo sottolinea inoltre il ruolo centrale della bioetica, della formazione e di un dibattito pubblico informato e partecipativo per affrontare le implicazioni sociali, giuridiche e filosofiche dell’IA. Milano diventa così lo scenario simbolico di una discussione che riguarda l’intera società, chiamata a riconoscere e valorizzare la complessità e la vulnerabilità umana nell’epoca digitale.