Legge di Bilancio 2026: Il taglio dell'Irpef dal 35% al 33% nei redditi oltre i 28.000 euro: effetti reali per i docenti di fascia 28
La Legge di Bilancio 2026 introduce una significativa modifica fiscale che riguarda il taglio dell'aliquota Irpef dal 35% al 33% per redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro, una novità che coinvolge in particolare i lavoratori pubblici, inclusi i docenti con circa 28 anni di servizio (fascia 28). Questa riduzione mira ad alleggerire il carico fiscale sulle fasce di reddito medie, con un impatto diretto sugli stipendi della categoria. L'Irpef, imposta progressiva, applica scaglioni crescenti e il taglio riguarda la porzione di reddito eccedente i 28.000 euro, riducendo così la tassazione su questa parte di reddito e, di conseguenza, aumentando lievemente il netto in busta paga. Tuttavia, la simulazione basata su un reddito lordo annuale di circa 34.900 euro indica un risparmio annuo effettivo per il docente-tipo intorno a 138 euro netti, un beneficio più contenuto rispetto alle attese e ai valori massimi pubblicizzati. Il risparmio mensile netto si traduce in 10-12 euro circa, utile ma modesto se rapportato alle esigenze di incremento del potere d'acquisto del personale della scuola. Da un punto di vista politico e sociale, la misura rappresenta un passo verso la riduzione della pressione fiscale sul comparto scuola, ma resta limitata se paragonata alle necessità di valorizzazione reale degli stipendi. Le organizzazioni sindacali riconoscono l'importanza simbolica della riforma, ma sottolineano che interventi più strutturali e riforme contrattuali rimangono indispensabili per migliorare significativamente la condizione economica degli insegnanti. In sintesi, la revisione dell'aliquota intermedia Irpef è un segnale positivo ma insufficiente, la cui efficacia dipenderà dall'evoluzione della politica retributiva e fiscale nei prossimi anni, al fine di colmare il divario europeo e garantire un adeguato riconoscimento economico al personale scolastico.