Liceo occupato a Roma: feste, alcol e biglietti d’ingresso accendono il dibattito su sicurezza e dialogo

Liceo occupato a Roma: feste, alcol e biglietti d’ingresso accendono il dibattito su sicurezza e dialogo

L’occupazione del liceo scientifico romano "Manfredi Azzarita" ha acceso un acceso dibattito pubblico tra studenti, genitori e istituzioni. Una minoranza di studenti ha trasformato la scuola in uno spazio multifunzionale accogliendo anche ragazzi esterni e organizzando feste che hanno coinvolto oltre 400 partecipanti. Queste serate, trasformando l’edificio in una sorta di discoteca, hanno portato a problemi di sicurezza, consumo di alcol e rumori accentuati, in assenza di supervisione adulta, suscitando preoccupazioni tra genitori e docenti. Parallelamente, gli organizzatori hanno chiesto un contributo di ingresso di 5 euro come raccolta fondi per la riqualificazione della scuola, suscitando però dubbi sulla trasparenza, la legittimità legale e la responsabilità nella gestione economica e nell’organizzazione.

La situazione ha alimentato timori tra i genitori riguardo al rischio di atti vandalici, assunzione di alcol tra minorenni e ingresso di estranei potenzialmente pericolosi. Il dirigente scolastico, non riuscendo a garantire la sicurezza, ha chiamato la polizia il che ha evidenziato la delicatezza del problema. La questione sicurezza e responsabilità resta un nodo irrisolto, con necessità di chiarimenti normativi e interventi che tutelino gli studenti nel rispetto delle regole senza soffocare la partecipazione. In risposta, le famiglie chiedono un dialogo strutturato con la scuola e gli studenti per favorire una partecipazione condivisa e sicura.

Infine, l’episodio sottolinea le criticità legate al coinvolgimento degli studenti nella gestione degli spazi e delle risorse della scuola e chiama in causa temi più ampi di rappresentanza, legalità e sostegno finanziario alle istituzioni scolastiche. Per evitare derive illegali e rischi per la sicurezza, si insiste sulla necessità di una trasparenza nel reclutamento fondi e nella pianificazione delle attività. L’obiettivo è trasformare la scuola in una comunità educante, dove il diritto allo studio conviva con responsabilità, regole condivise e un’autentica partecipazione civica.

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