L'impatto dell'AI sul lavoro secondo Jensen Huang
L'intelligenza artificiale (AI) sta trasformando radicalmente il mondo del lavoro, sollevando interrogativi cruciali sul futuro dell'occupazione. Jensen Huang, CEO di Nvidia, sottolinea come l'innovazione continua sia essenziale per evitare rischi di perdita di posti di lavoro, poiché il vero pericolo risiede nell'incapacità di sviluppare nuove idee che superino le capacità delle macchine. La sinergia storica tra tecnologia e occupazione ha sempre comportato crisi ma anche creazione di nuove opportunità, e Huang avverte contro una «stanchezza innovativa» che potrebbe compromettere questa dinamica.
Parallelamente, molti esperti e CEO mostrano preoccupazione per un possibile calo significativo della forza lavoro dovuto all'automazione guidata dall'AI. Dati recenti indicano che il 41% dei CEO prevede una riduzione occupazionale, con più della metà delle grandi aziende statunitensi che già implementano progetti di automazione. Questa trasformazione richiama le precedenti rivoluzioni industriali, con l'effetto di eliminare mansioni ripetitive ma aprendo al contempo spazio a nuove figure professionali legate all'AI.
Le opinioni restano divise: Dario Amodei prevede un possibile 20% di disoccupazione strutturale nel prossimo quinquennio, evidenziando rischi di disaccoppiamento tra innovazione e adattamento del mercato del lavoro, mentre Marc Benioff di Salesforce evidenzia come l'AI possa invece espandere radicalmente la forza lavoro se gestita con visione e governance adeguate. Il futuro del lavoro dipenderà da investimenti in formazione, politiche di inclusione e capacità collettive di innovare, per trasformare la sfida in un'opportunità di crescita sostenibile e condivisa.