L'Italia dice sì al centro europeo sull'Intelligenza Artificiale: il progetto AI Frontiers sul modello del Cern
L'Italia ha ufficialmente aderito al progetto AI Frontiers, una proposta congiunta di Francia e Germania per la creazione di un grande centro europeo di ricerca sull'intelligenza artificiale ispirato al modello del Cern di Ginevra. La ministra Anna Maria Bernini ha formalizzato l'impegno italiano attraverso una lettera ai ministri europei, segnalando la volontà di Roma di non restare spettatrice in una competizione tecnologica globale dominata da Stati Uniti e Cina. Questa adesione rappresenta un riconoscimento della necessità di aggregare risorse pubbliche e umane per colmare il divario competitivo, in modo da fornire all'Europa un'infrastruttura scientifica condivisa e all'avanguardia nel campo dell'IA.
Un sostegno decisivo all'iniziativa arriva da personalità come Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica 2021, che sottolinea l'importanza di un centro di ricerca pubblico per mantenere la competitività europea. Secondo Parisi, lasciare l'innovazione esclusivamente nelle mani di aziende private, soprattutto extraeuropene, rischio di creare una dipendenza tecnologica difficile da superare. Un polo continentale permetterebbe inoltre di attrarre talenti, sviluppare tecnologie eticamente conformi ai principi europei e rafforzare la capacità di innovazione pubblica. Allo stesso modo, Roberto Antonelli, presidente dell'Accademia dei Lincei, avverte del rischio di marginalizzazione per l'Europa senza un programma strutturato e coordinato sull'IA, evidenziando la forte frammentazione e i limitati investimenti europei rispetto ai concorrenti globali.
Il modello di riferimento del progetto è il Cern, storica organizzazione della ricerca nucleare europea, che ha dimostrato l'efficacia di una cooperazione sovranazionale nel produrre risultati scientifici di punta. Un centro IA sul modello del Cern permetterebbe di centralizzare capacità di calcolo, attrarre ricercatori di livello mondiale, sviluppare modelli aperti e garantire una governance pubblica su una tecnologia trasformativa. Tuttavia, la sfida è complessa: richiede tempi rapidi in un settore dinamico come l'IA e un accordo politico e finanziario tra Paesi membri. Per l'Italia, già impegnata con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l'adesione a AI Frontiers potrebbe diventare un moltiplicatore strategico, a patto che si mantenga un impegno concreto e prolungato.