Mangiare da soli accelera lo sviluppo del linguaggio nei bambini: le evidenze della ricerca italiana
Il recente studio condotto dalle Università Tor Vergata e Sapienza di Roma ha rilevato che i bambini che imparano a mangiare da soli sviluppano più precocemente il linguaggio. Osservando quasi 200 bambini sotto i due anni e mezzo, i ricercatori hanno evidenziato come l’autonomia nel gesto di alimentarsi, coinvolgendo la manipolazione del cibo e l’uso coordinato di mani e bocca, stimoli sia la motricità fine sia le abilità comunicative. Questo accresce le occasioni di interazione verbale durante i pasti, poiché il bambino richiede informazioni e esprime preferenze, accelerando così l’acquisizione delle prime parole e forme di linguaggio non verbale.
La metodologia dello studio, basata su diari alimentari, registrazioni video e test linguistici, ha permesso di consolidare il legame tra autonomia alimentare e sviluppo comunicativo. Mangiare da soli favorisce anche lo sviluppo cognitivo, incrementando il pensiero simbolico, la capacità di seguire sequenze logiche e la gestione delle frustrazioni. Inoltre, rappresenta un momento sociale rilevante per l’interazione con adulti e coetanei, potenziando la capacità di esprimere emozioni e confrontarsi. Il raggiungimento dell'autonomia tra i 12 e i 30 mesi sostiene autostima, indipendenza e curiosità.
I ricercatori suggeriscono di incoraggiare i bambini a mangiare autonomamente, accettando il disordine e utilizzando strumenti adatti, e di promuovere un dialogo sia familiare che educativo per sostenere questa competenza. Superando miti e paure, l’indipendenza a tavola si configura come un elemento chiave per lo sviluppo del linguaggio e della personalità, offrendo un invito a genitori ed educatori affinché valorizzino questo processo fondamentale nella crescita delle nuove generazioni.