Mani, la capsula del tempo genetica della Grecia: 1.400 anni di isolamento nel Dna dei suoi abitanti

Mani, la capsula del tempo genetica della Grecia: 1.400 anni di isolamento nel Dna dei suoi abitanti

La penisola del Mani, situata nel Peloponneso meridionale, rappresenta un esempio unico di isolamento genetico e culturale in Grecia, come evidenziato dallo studio condotto dall’Università Europea di Cipro. Questa regione impervia ha permesso alla popolazione maniota di mantenere il proprio patrimonio genetico quasi immutato per oltre 1.400 anni, risalendo al VII secolo d.C. Le analisi del DNA, sia maschile (cromosoma Y) che materno (DNA mitocondriale), hanno svelato che più del 50% degli uomini discende da un singolo antenato maschio di quell'epoca, mentre il DNA materno mostra alcuni contatti sporadici con popolazioni del Mediterraneo orientale e Nord Africa. Questo isolamento ha favorito la conservazione di tradizioni culturali e sociali uniche, riflettendo nella genetica una continuità storica difficile da riscontrare altrove.

L’approfondimento dello studio genetico ha coinvolto tecniche avanzate di sequenziamento e un approccio multidisciplinare, inclusivo di dati storici e antropologici. Le caratteristiche geografiche e sociali del Mani hanno generato un raro esempio di popolazione stabile, considerata oggi una “capsula del tempo genetica” per l’Europa. Le scoperte hanno implicazioni importanti per la comprensione della storia delle migrazioni mediterranee e dell’evoluzione genetica europea, ponendo il Mani come caso di studio fondamentale. Il mantenimento di questa identità genetica apre anche discussioni sui rischi e benefici dell’isolamento, come la possibile persistenza di malattie ereditarie o adattamenti specifici.

Infine, le prospettive future includono l’ampliamento delle ricerche su campioni archeologici e sottogruppi locali, nonché confronti più estesi con altre popolazioni europee e mediterranee. Questo permetterà di ottenere una visione più profonda delle dinamiche evolutive del bacino del Mediterraneo. La popolazione maniota, con la sua storia millenaria conservata nel DNA, rimane una risorsa preziosa per la scienza e un patrimonio culturale da tutelare in un mondo sempre più globalizzato.

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