Meloni avverte: «L'intelligenza artificiale va governata o milioni di lavoratori diventeranno inutili»

Meloni avverte: «L'intelligenza artificiale va governata o milioni di lavoratori diventeranno inutili»

L'intelligenza artificiale (IA) rappresenta una sfida epocale per il mercato del lavoro, come sottolineato dalla premier Giorgia Meloni in un evento a Roma. Definita "la più dirompente rivoluzione della nostra epoca", l'IA non solo trasformerà le mansioni manuali, ma rischia di sostituire direttamente l'intelletto umano. La rapidità di questo cambiamento e le categorie coinvolte sono infatti senza precedenti, rendendo urgente un'azione politica decisa. Diversamente dalle rivoluzioni industriali del passato, l'automazione colpisce ora anche i settori cognitivi e creativi: programmatori, traduttori, analisti finanziari e giornalisti sono potenzialmente a rischio, con stime che parlano di un'esposizione fino al 60% delle occupazioni nelle economie avanzate. L'avvertimento è chiaro: senza interventi normativi, molti lavoratori potrebbero diventare inutili, segnando una frattura sociale profonda. Rispondere a questa sfida implica l'adozione di regole etiche e un quadro normativo solido. Nel solco della tradizione europea e dell'AI Act, l'Italia punta a un governo attivo dell'IA che tuteli la dignità del lavoro e il ruolo delle persone, oltre alla privacy dei dati. Tuttavia, occorre bilanciare innovazione e protezione sociale per evitare una transizione selvaggia. Le proposte concrete includono programmi di riqualificazione, incentivi alle imprese e fondi di transizione, ma senza un piano integrato il rischio di disoccupazione tecnologica e disuguaglianze resta elevato. Il tempo per agire è ora, poiché l'evoluzione tecnologica non aspetta.

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