Mense scolastiche in Toscana: il menu palestinese accende il dibattito su cibo, scuola e politica
L'introduzione del menu palestinese nelle mense scolastiche della Toscana l'11 dicembre 2025 ha acceso un dibattito nazionale tra promozione della diversità culturale e critiche per una presunta politicizzazione della ristorazione scolastica. L'iniziativa, realizzata in diverse scuole primarie e secondarie come quella di Calenzano, ha offerto agli studenti piatti tipici della cucina palestinese, con l'obiettivo di ampliare gli orizzonti culturali e alimentari dei bambini. Sostenuta dal sindaco locale e da pedagogisti, la proposta si inserisce in una più ampia strategia educativa per favorire una mentalità aperta e interculturale, superando pregiudizi attraverso l'esperienza diretta del cibo etnico. Tuttavia, la scelta ha suscitato una forte polemica politica, con esponenti come Matteo Scannerini che hanno chiesto di mantenere la mensa scolastica neutrale e lontana da riferimenti geopolitici, temendo una strumentalizzazione ideologica e tensioni sociali.
La discussione è stata ulteriormente infiammata dall'intervento dell'europarlamentare Susanna Ceccardi, che ha definito l'iniziativa una ‘‘forzatura ideologica’’, sottolineando la necessità di concentrare la scuola sull'inclusione generale piuttosto che sugli aspetti politici internazionali. Questa presa di posizione ha portato il dibattito anche sui media nazionali ed europei, evidenziando la complessità di bilanciare il diritto all'inclusione culturale con il mantenimento della neutralità degli spazi educativi. Nel contesto più ampio, molte regioni d’Italia ed Europa sperimentano menu internazionali nelle scuole, cercando di promuovere rispetto, conoscenza delle diverse tradizioni alimentari e sostenibilità, sebbene non manchino resistenze e preoccupazioni da parte di alcune famiglie.
La Toscana, da tempo impegnata nella qualità della ristorazione scolastica e nella valorizzazione della diversità culturale, rappresenta un esempio di come la mensa possa essere uno spazio educativo e di incontro fra culture. Il cibo, con il suo forte valore identitario e simbolico, può favorire l'apertura e il dialogo, ma anche suscitare dibattiti su laicità, neutralità e inclusione. Le reazioni sociali e istituzionali hanno evidenziato la necessità di una maggiore comunicazione e partecipazione delle famiglie nelle scelte alimentari. In prospettiva, proposte come giornate tematiche pluriculturali, il coinvolgimento di esperti e mediatori culturali e il monitoraggio dell'esperienza degli studenti possono contribuire a una scuola più inclusiva, dove la ristorazione scolastica diventa veicolo di cittadinanza attiva e crescita condivisa.