Nuova Intesa tra Governo Italiano e Unione Buddhista: Riconoscimenti, Diritti e 8 per Mille
Il 12 dicembre 2025, il Consiglio dei Ministri italiano ha approvato un'importante Intesa con l'Unione Buddhista Italiana (UBI), sancendo un avanzamento storico nel riconoscimento dei diritti delle religioni minoritarie in Italia. Questo accordo, frutto di un lungo percorso negoziale iniziato con la firma il 20 novembre 2025, garantisce all'UBI il ruolo di interlocutore unico con le istituzioni e introduce norme innovative sul riconoscimento dei titoli di studio buddhisti, la celebrazione di matrimoni buddhisti con effetti civili e la destinazione dell’8 per mille dell’IRPEF a favore della comunità buddhista. L’UBI rappresenta il principale organismo buddhista italiano, e questa Intesa si inserisce nell’ambito degli accordi sanciti dall’articolo 8 della Costituzione italiana, che permette alle confessioni religiose minoritarie di regolare i rapporti con lo Stato tramite intese, seguendo modelli già adottati da altre confessioni.
Uno degli elementi più rilevanti dell’accordo è il riconoscimento ufficiale dei titoli accademici conseguiti presso istituzioni buddhiste, che ora possono essere valutati e riconosciuti nel sistema nazionale, facilitando l’integrazione dei membri della comunità in ambito educativo e lavorativo. Parallelamente, è stata introdotta una normativa chiara e dettagliata che consente ai ministri di culto buddhisti di celebrare matrimoni validi sia religiosamente sia civilmente, con procedure per la trascrizione di tali unioni nei registri comunali, garantendo così certezza giuridica ai fedeli.
Inoltre, con l’Intesa viene istituita la possibilità di destinare l’8 per mille alle attività dell’UBI, permettendo il finanziamento di progetti culturali, assistenziali e di tutela del patrimonio buddhista. Questo provvedimento assume anche un forte valore simbolico, rafforzando il pluralismo religioso italiano, promuovendo un modello di laicità inclusiva e aprendo nuove prospettive per l’integrazione della comunità buddhista all’interno della società italiana. L’Intesa dovrà ora essere ratificata dal Parlamento prima di entrare in vigore, ma rappresenta già un significativo passo avanti per il riconoscimento giuridico e sociale del Buddhismo in Italia.