NVIDIA H200: Esportazione in Cina come Strumento di Controllo nelle Strategie Tecnologiche Globali
La recente autorizzazione all’esportazione del chip NVIDIA H200 in Cina, nonostante la sovrattassa del 25%, segnala un’evoluzione cruciale nella guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina. Questo passaggio non rappresenta una semplice apertura commerciale, bensì una mossa strategica degli USA per mantenere il controllo globale nel settore dei semiconduttori, fondamentali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e del supercalcolo. L’intento è quello di tenere la Cina legata al proprio ecosistema CUDA, una piattaforma proprietaria pervasive che modella la formazione, lo sviluppo e le infrastrutture tecnologiche cinesi, rallentandone l’indipendenza tecnologica. La sovrattassa imposta funge da barriera economica, scoraggiando investimenti cinesi in soluzioni autonome e perpetuando la dipendenza da tecnologia statunitense. Nel frattempo, la Cina, con Huawei e la piattaforma CloudMatrix 384, tenta di costruire alternative a CUDA, ma deve affrontare la sfida di sviluppare un ecosistema software e hardware competitivo. Questa dinamica rappresenta un bivio per l’industria cinese: continuare a dipendere dall’importazione di chip o accelerare l’innovazione nazionale. Gli sviluppi futuri in questo duello tecnologico avranno ripercussioni globali non solo sull’industria dei semiconduttori, ma anche sugli equilibri geopolitici ed economici del XXI secolo.