Occupazione e Salari nelle Grandi Imprese Italiane: I Dati Istat e le Prospettive per il 2026
Nel 2025 l'industria italiana ha vissuto un periodo di stabilità e moderata crescita, come evidenziato dal rapporto Istat pubblicato nel 2026. L'occupazione nelle grandi imprese si è mantenuta stabile con un indice sopra quota 107, segnalando una resilienza notevole nonostante sfide globali. Questo dato riflette anche l'efficacia delle politiche di stabilizzazione dei contratti e l'importanza delle aziende strutturate nel tessuto economico nazionale. Un aspetto cruciale emerso è la diminuzione delle ore lavorate per dipendente, ridotte a 96,7 nel 2025 rispetto al 100 del 2021. Tale riduzione rappresenta l'effetto di nuove modalità di lavoro flessibile, tecnologie innovative e una maggiore attenzione al bilanciamento vita-lavoro, ma richiede attento monitoraggio per garantire la produttività nel lungo termine.
Parallelamente, l'aumento della retribuzione media oraria, segnata da un indice di 112,5 (una crescita del 12,5% rispetto al 2021), è un segnale positivo legato a diverse dinamiche: rinnovi contrattuali, necessità di attrarre talenti e l'inflazione. Tale incremento rafforza il potere d'acquisto dei lavoratori e stimola il consumo interno, migliorando la percezione di stabilità nei settori industriali. Tuttavia, cresce la quota dei lavoratori part-time, che ha raggiunto il 25% nelle grandi imprese, con opportunità di flessibilità ma anche rischi associati a segmentazioni del mercato del lavoro e differenze di tutela e carriera.
Infine, l'analisi settoriale evidenzia differenze importanti: i comparti manifatturieri e tecnologici mostrano aumenti più marcati delle retribuzioni, mentre il settore dei servizi si caratterizza per maggiore flessibilità e part-time. Le grandi imprese si confermano protagoniste in termini di welfare e innovazioni organizzative, proiettando il mercato del lavoro verso una sempre maggiore flessibilità bilanciata da politiche attive di formazione, equità salariale e sostenibilità sociale. I dati Istat delineano un panorama maturo e dinamico, dove sfide e opportunità richiedono strategie condivise per il futuro del lavoro in Italia.