Occupazione in Italia: record minimo di disoccupazione ma allarme inattività tra gli under 49

Occupazione in Italia: record minimo di disoccupazione ma allarme inattività tra gli under 49

I dati Istat sul mercato del lavoro italiano, pubblicati nel gennaio 2026 relativi a novembre 2025, dipingono un quadro complesso di luci e ombre nel panorama occupazionale nazionale. Sebbene il tasso di disoccupazione abbia raggiunto un minimo storico del 5,7%, questa apparente vittoria nasconde criticità significative, tra cui la contrazione della forza lavoro attiva dovuta soprattutto all'aumento del tasso di inattività, salito al 33,5%. In particolare, si osserva un calo degli occupati under 49 e una crescita degli over 50, legata a fattori demografici e al prolungamento dell'età pensionabile. Il fenomeno dell'inattività si traduce in un aumento dei cosiddetti "scoraggiati" e di categorie eterogenee quali disoccupati che hanno abbandonato la ricerca, lavoratori non ufficiali, studenti in attesa e caregiver, con un impatto rilevante sui bilanci sociali ed economici del Paese.

L'incremento del tasso di inattività incide gravemente sulla crescita economica, la sostenibilità del sistema pensionistico e il tessuto sociale, favorendo fenomeni quali l'emigrazione giovanile e la povertà. I giovani si trovano particolarmente svantaggiati, spesso relegati a contratti precari e disallineati rispetto alle richieste del mercato del lavoro, con conseguente aumento dei NEET. Le fragilità strutturali del sistema richiedono politiche attive mirate, che includano formazione, orientamento, sostegno all'imprenditoria e migliori servizi di collocamento, accompagnate da misure per la conciliazione vita-lavoro e l'inclusione di donne e giovani.

Rispetto al contesto europeo, l'Italia mostra performance peggiori soprattutto per l'inattività e la disoccupazione giovanile, evidenziando la necessità di applicare pratiche di successo già adottate altrove. Le prospettive future richiedono interventi urgenti per contrastare il declino demografico, valorizzare l'inclusione e sfruttare le opportunità offerte da investimenti in innovazione e digitalizzazione. Solo una strategia integrata e coerente potrà garantire la competitività e la coesione sociale in un mercato del lavoro in rapida evoluzione.

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