Oltre la promessa: L'intelligenza artificiale tra sostenibilità e impatti ambientali nel futuro globale

Oltre la promessa: L'intelligenza artificiale tra sostenibilità e impatti ambientali nel futuro globale

L'intelligenza artificiale (IA) emerge oggi come forza chiave della trasformazione digitale, capace di offrire soluzioni innovative alle crisi ambientali e sociali, ma simultaneamente pone complessi interrogativi sul proprio impatto ambientale. È in gioco un delicato equilibrio tra potenzialità e rischi, come sottolineato dal professor Mohammad Dastbaz del MLA College. L’IA può favorire una rivoluzione verde promuovendo gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), ma rischia anche di diventare un grande consumatore di energia e un fattore di emissioni, qualora le strategie di mitigazione non siano efficaci. Le sue applicazioni consentono una crescente influenza positiva sugli ecosistemi: attraverso l'uso di algoritmi predittivi si monitorano biodiversità, eventi climatici estremi e si ottimizza l'uso di risorse naturali, promuovendo la sostenibilità agricola e urbana. Nel contempo, rimangono questioni critiche legate a un impiego eccessivo o non regolamentato che potrebbe compromettere gli equilibri ambientali.

La penetrazione globale dell’IA entro il 2030 sarà profonda, interessando oltre 8,5 miliardi di persone e rivoluzionando servizi pubblici, modelli produttivi e digitalizzazione di aree rurali. Tuttavia, ciò evidenzia il problema della disuguaglianza digitale e del divario energetico, che rischiano di escludere molte comunità. L’IA contribuisce significativamente al progresso verso il 79% degli SDGs, migliorando riduzione della povertà, salute, istruzione e azione climatica. Il suo impiego efficace dipende però da una progettazione, regolamentazione ed etica condivise a livello globale, con cooperazione e standard internazionali fondamentali per massimizzare i benefici e ridurre gli effetti collaterali negativi.

Dall’altra parte, l’IA comporta un aumento drammatico del consumo energetico, soprattutto nei data center che alimentano e raffreddano le infrastrutture di calcolo intensive. Le emissioni di carbonio indotte dalle aziende di IA sono cresciute del 150% tra il 2020 e il 2023, principalmente a causa dell’addestramento di grandi modelli e dell’uso di energia spesso non rinnovabile. Questa situazione impone lo sviluppo di soluzioni tecnologiche sostenibili come l'adozione di energie rinnovabili, l'ottimizzazione algoritmica e l'etica nell’implementazione. Solo un approccio olistico e collaborativo tra istituzioni, imprese e società civile potrà garantire un futuro in cui l’IA realizzi pienamente le sue promesse, senza divenire una minaccia ambientale, guidando così un’innovazione realmente al servizio del pianeta e del bene comune.

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