Pagamenti Digitali in Europa: Il Nodo della Sovranità e la Scommessa dell’Euro Digitale Secondo la BCE
L'Unione Europea ha visto una crescita significativa nell'uso dei pagamenti digitali, aprendo nuove opportunità ma sollevando criticità sulla sovranità digitale e sicurezza. Attualmente, il 66% delle transazioni digitali in Europa sono gestite da operatori extraeuropei, come Visa, Mastercard e PayPal, causando una perdita di controllo su dati sensibili e ricavi strategici a vantaggio di attori non UE. Questa dipendenza evidenzia rischi legati alla privacy dei cittadini, sicurezza informatica e vulnerabilità a tensioni geopolitiche, motivi per cui la BCE ha inserito la sicurezza dei pagamenti digitali tra le sue priorità. Il concetto di sovranità digitale assume un ruolo cruciale per l'UE: possedere infrastrutture di pagamento elettroniche autonome garantirebbe tutela dei dati, sostegno economico interno e controllo sulle politiche monetarie. In risposta a queste esigenze, la BCE sta sviluppando l’euro digitale, una valuta elettronica equivalente al contante fisico, attraverso fasi che vanno dall’analisi preliminare (2021-2023), alla progettazione e studi di fattibilità (2024-2026) e infine al pilota previsto per il 2027, con potenziali transazioni effettive dal 2029. L’adozione dell’euro digitale promette di abbattere costi di intermediazione, aumentare l’inclusione finanziaria e migliorare la tracciabilità dei pagamenti, favorendo innovazione e competitività europea. Tuttavia, permangono sfide culturali, tecnologiche e competitive, come la diffidenza verso la perdita del contante e la competizione dalle big tech. Il successo di questa iniziativa dipenderà dall’accettazione degli utenti, dall’adozione imprenditoriale e da un quadro normativo solido, determinando la capacità dell’Europa di affermare la propria sovranità digitale e proteggere la democrazia nell’era digitale.