Pensioni 2026: Rivalutazione Insufficiente e Crescente Preoccupazione tra i Pensionati
Il 2026 si apre con una crescente preoccupazione tra i pensionati italiani a causa della rivalutazione parziale delle pensioni, che non compensa adeguatamente l’inflazione reale. La normativa vigente, basata sulla legge n. 335/1995, prevede una perequazione automatica ma con limiti selettivi che penalizzano soprattutto le pensioni medie e alte, riducendo così il potere d’acquisto di milioni di anziani. I cedolini di gennaio 2026 hanno evidenziato incrementi inferiori alle attese, con disallineamenti tra importi percepiti e inflazione reale. Una delle cause principali è l’uso di un paniere ISTAT non rappresentativo delle spese effettive dei pensionati, che affrontano costi elevati per salute, energia e servizi essenziali, componenti scarsamente considerati nel calcolo delle rivalutazioni. L’effetto combinato di inflazione sottostimata e rivalutazione parziale si traduce in un erosione del potere d’acquisto, che costringe molte famiglie anziane a tagliare spese o cercare fonti di reddito aggiuntive, con conseguenze sociali significative. Le organizzazioni sindacali e i pensionati stessi chiedono una revisione del sistema, proponendo ad esempio la creazione di un paniere specifico e la piena rivalutazione per fasce medie, oltre a misure di sostegno straordinarie. La sfida per il futuro è bilanciare i vincoli di bilancio con la necessità di garantire una vecchiaia dignitosa, superando un sistema che oggi rischia di marginalizzare ulteriormente chi ha contribuito alla crescita del Paese.