Ponte sullo Stretto: 15 Miliardi dal Pubblico e 800 Milioni di Tagli alla Scuola nella Manovra 2025. Messina in Piazza con M5s e Cub
La Legge di Bilancio 2025 ha suscitato forti tensioni a Messina a causa dell’investimento di 15 miliardi di euro pubblici destinati al ponte sullo Stretto, accompagnato da un taglio di 800 milioni per la scuola. La protesta, guidata dal Movimento 5 Stelle (M5S) e dal sindacato Cub, denuncia la disparità di priorità tra un enorme progetto infrastrutturale e la penalizzazione di un settore cruciale come l’istruzione. Le manifestazioni evidenziano come questa scelta sia percepita non solo come una questione finanziaria, ma come un problema politico e sociale che mette in discussione il futuro delle nuovi generazioni e lo sviluppo del Mezzogiorno.
L’investimento sul ponte, un’opera con un costo senza precedenti per il Sud Italia, è giustificato dal governo come volano di crescita, occupazione e sviluppo territoriale. Tuttavia, molti critici, tra cui la deputata M5S Barbara Floridia, mettono in luce violazioni di direttive europee ambientali e amministrative, oltre alla contraddizione di sacrificare l’istruzione, fondamentale per la coesione sociale e la crescita economica. Il taglio alla scuola rischia infatti di peggiorare la qualità della didattica, aumentare le diseguaglianze territoriali e depotenziare i servizi fondamentali per studenti e personale scolastico.
La mobilitazione in piazza, sostenuta da sindacati e esponenti politici, chiede un ripensamento delle priorità di investimento con proposte alternative che valorizzino edilizia scolastica, trasporti sostenibili, ricerca e innovazione didattica. Alla luce della complessità del dibattito, il futuro della Manovra e l’allineamento con la normativa europea rappresentano elementi centrali su cui vigileranno istituzioni, media e società civile per garantire un equilibrio tra infrastrutture, tutela ambientale e progresso sociale.