Referendum sulla Magistratura: alla Statale di Milano un confronto pubblico tra sostenitori del SÌ e del NO
Il 16 febbraio 2026, l’Università degli Studi di Milano ha ospitato un dibattito pubblico nell’Aula Magna di via Festa del Perdono 7, per approfondire il referendum sulla Magistratura previsto per quell’anno. L’evento, promosso dalla rettrice Marina Brambilla, ha avuto l’obiettivo di fornire una piattaforma neutrale e autorevole in cui esperti giuridici e membri della società civile potessero esporre ragioni opposte sul tema, favorendo un’informazione equilibrata e una partecipazione consapevole da parte degli studenti e cittadini. La scelta dell’ateneo come sede ha evidenziato la sua missione di promuovere la democrazia partecipata e la riflessione critica su temi istituzionali fondamentali, come la riforma della magistratura in Italia.
Il cuore della serata è stato il confronto tra sostenitori del SÌ e del NO, moderato dal docente Gian Luigi Gatta, che ha garantito equilibrio nella gestione del dibattito. I fautori del SÌ hanno sottolineato la necessità di una riforma che aumenti trasparenza, efficacia e indipendenza della magistratura, promuovendo una separazione delle carriere e un controllo democratico più incisivo. Al contrario, i sostenitori del NO hanno evidenziato i rischi di interferenze politiche, sottolineando come le attuali garanzie costituzionali siano già sufficienti e invitando a preferire percorsi di dialogo interno anziché riforme drastiche tramite referendum. Entrambe le posizioni si sono fondate su analisi giuridiche, dati e riflessioni storiche, offrendo al pubblico un quadro approfondito e pluralista.
L’iniziativa ha avuto un impatto rilevante non solo sull’opinione pubblica ma anche sulla comunità universitaria, stimolando dibattiti di qualità e formazione civica. Il ruolo dell’università come spazio di confronto ha dimostrato di poter favorire una cittadinanza attiva, responsabile e informata, contrastando disinformazione e polarizzazione. Questo evento ha confermato l’importanza di momenti accademici nella costruzione di una cultura democratica solida, e nel preparare gli elettori a prendere decisioni consapevoli in vista del referendum sulla magistratura del 2026.