Ricerca scientifica a rischio: oltre 10.000 dottori di ricerca persi negli Stati Uniti durante l’era Trump
Durante il secondo mandato dell'amministrazione Trump, gli Stati Uniti hanno subito una drastica perdita di oltre 10.000 dottori di ricerca nelle discipline STEM, pari al 14% del loro organico totale. Questa emorragia è stata causata da tagli ai finanziamenti pubblici, politiche migratorie restrittive, clima di sfiducia verso la scienza e precarietà lavorativa. La National Science Foundation e altre agenzie federali hanno risentito pesantemente di questa crisi, con significative riduzioni del personale e conseguente declino nella capacità di finanziare, gestire e produrre ricerca di qualità. Le agenzie EPA e Dipartimento dell’Energia sono state particolarmente colpite, rischiando di compromettere gli sforzi americani in sostenibilità, innovazione ambientale e collaborazione internazionale. Questa perdita ha profonde implicazioni per la competitività globale degli Stati Uniti, riducendo la loro capacità innovativa e il ruolo di leadership scientifica, anche a fronte degli investimenti crescenti di paesi concorrenti come Cina ed Unione Europea. La comunità scientifica americana ha lanciato numerosi appelli per invertire questa tendenza attraverso investimenti strutturali, politiche di attrazione dei talenti, valorizzazione del capitale umano e un maggiore dialogo tra politica e scienza. Il futuro della ricerca americana appare dunque sfidante e richiede un impegno concertato per garantire il mantenimento del primato tecnologico e scientifico in un contesto globale sempre più competitivo.