Riforma catasto 2026: la mossa del Governo rilancia l'allarme patrimoniale sugli immobili
Il dibattito italiano sul catasto torna con forza mentre il Governo presenta l'atto di indirizzo sulla politica fiscale, evidenziando il patrimonio immobiliare come priorità per il recupero di gettito. Il catasto italiano, con migliaia di immobili non censiti o con rendite non aggiornate, rappresenta una fonte sospesa di entrate fiscali, spingendo per un censimento degli immobili irregolari. Questa iniziativa coinvolge dai cosiddetti 'immobili fantasma' ai cambi di destinazione d’uso non registrati, mirando a una maggiore equità fiscale. Parallelamente, si valuta una sanatoria immobiliare per facilitare la regolarizzazione spontanea con condizioni agevolate, un meccanismo già visto nelle revisione catastali passate, ma ampliato ora su scala più grande. Il contesto parlamentare vede il Decreto milleproroghe 2026 come possibile veicolo per introdurre norme propedeutiche, tra cautela politica e la necessità di incassi statali. Tuttavia, s’intensificano le paure dei proprietari sulla possibilità che l’aggiornamento catastale non rimanga neutrale sul carico fiscale ma diventi un passaggio verso una patrimoniale mascherata, considerando lo scarto significativo fra rendite catastali storiche e valori di mercato attuali. La questione coinvolge anche tematiche di privacy e controllo dei dati dei cittadini, e resta aperta, con milioni di proprietari in attesa di chiarimenti sulle reali conseguenze fiscali e sulle modalità operative della riforma.