Riforma della Legge Elettorale 2026: Il Sistema Regionale tra Proporzionale, Premio di Maggioranza e Ombre di Oligarchia
Il dibattito sulla legge elettorale 2026 in Italia si concentra su una riforma che prevede il ritorno a un sistema proporzionale corredato da un premio di maggioranza, con delicate questioni ancora da definire come soglia di sbarramento e modalità di attribuzione del premio. L’attenzione è rivolta anche al modello Tatarella, storicamente adottato per le elezioni regionali, che propone un sistema misto proporzionale-maggioritario ma che, se applicato a livello nazionale, potrebbe favorire oligarchie politiche e limitare la rappresentanza popolare. La proposta di un sistema regionale elettorale, secondo cui il premio di maggioranza sarebbe assegnato base regione per regione, introduce vantaggi in termini di rappresentanza territoriale ma comporta rischi significativi di frammentazione politica e concentrazione del potere nelle mani delle segreterie di partito, allontanando il potere decisionale dagli elettori. Il corretto equilibrio tra soglia di sbarramento e premio di maggioranza è cruciale per coniugare governabilità e pluralismo, mentre la questione del premierato resta incerta. Complessivamente, la riforma elettorale deve evitare derive oligarchiche e garantire un sistema trasparente che affermi la volontà popolare, garantendo al contempo stabilità istituzionale e rappresentatività democratica in vista delle sfide politiche future.