Riforma Pensioni 2026: I Giovani Sempre Più Penalizzati dal Divario con gli Anziani

Riforma Pensioni 2026: I Giovani Sempre Più Penalizzati dal Divario con gli Anziani

La riforma pensioni 2026 si inserisce in un contesto italiano segnato da un progressivo invecchiamento della popolazione e da una diminuzione significativa dei lavoratori attivi. Le analisi di Censis e Confcooperative evidenziano come la sostenibilità del sistema previdenziale nazionale sia messa a dura prova da questi fattori demografici ed economici. Entro il 2050, la forza lavoro si ridurrà di circa 7,7 milioni di persone, compromettendo la solidarietà intergenerazionale che sostiene il sistema. Questo trend comporta un inevitabile divario pensionistico tra generazioni: chi oggi sta per andare in pensione percepisce in media l'81,5% dell'ultimo stipendio, mentre i giovani nel 2060 potrebbero ricevere solo il 64,8%. Il peggioramento è legato al predominio del sistema contributivo, alle carriere lavorative discontinue e al gap salariale significativo, che vede i giovani guadagnare quasi il 40% in meno rispetto ai cinquantenni. Tale disparità si traduce in assegni pensionistici meno generosi per le nuove generazioni, aumentando il rischio di povertà tra gli anziani futuri e accentuando le disuguaglianze sociali. A fronte di ciò, esperti e rappresentanti come Confcooperative richiamano l'importanza di politiche che incentivino l'occupazione giovanile stabile, migliorino la qualità del lavoro e introducano forme di previdenza complementare.

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