Riforma pensioni 2026: meno flessibilità e un confronto che si sposta al 2026
La riforma pensioni 2026 rappresenta un tema centrale nel dibattito politico e sindacale italiano, segnato da una significativa riduzione della flessibilità pensionistica. La legge di bilancio 2026 ha eliminato strumenti come Quota 103 e Opzione Donna, canali di uscita anticipata dal lavoro, suscitando forti critiche soprattutto da parte della Cgil, che denuncia un futuro incerto per lavoratori con carriere discontinue e donne. Nel contesto socio-politico, la riforma si inserisce in un quadro complesso dominato dalla persistenza della Legge Fornero e da tensioni tra sostenibilità finanziaria e adeguatezza dei diritti pensionistici. La Cisl, pur con un approccio più dialogante, chiede un confronto strutturato con il Governo per affrontare le criticità e proporre soluzioni equitative e inclusive. Le conseguenze per i lavoratori sono concrete, con rischi di disagio sociale e percezioni di ingiustizia crescenti, soprattutto per categorie suscettibili come le donne e i lavori gravosi. Il futuro del sistema previdenziale appare quindi dipendente da un delicato equilibrio tra rigore economico e necessità di nuove forme di flessibilità. Il 2026 si profila come un anno cruciale per avviare un confronto più profondo e costruttivo, volto a rendere il sistema pensionistico italiano più adeguato alle sfide demografiche, sociali ed economiche contemporanee.