Sclerosi Multipla: Svelati Due Nuovi Sottotipi dalla Ricerca dell'University College London

Sclerosi Multipla: Svelati Due Nuovi Sottotipi dalla Ricerca dell'University College London

La sclerosi multipla (SM) è una malattia neurologica cronica caratterizzata da un decorso variabile e imprevedibile che colpisce il sistema nervoso centrale, comportando notevoli difficoltà diagnostiche e terapeutiche. Recenti ricerche mirano a identificare biomarcatori specifici per classificare la malattia e migliorare la prognosi e i trattamenti. Lo studio condotto dall'University College London ha analizzato longitudinalmente 634 pazienti con SM, integrando dati ematici e scansioni cerebrali per individuare correlazioni cliniche e biologiche più profonde. La metodologia ha incluso il dosaggio della proteina neurofilamento a catena leggera (sNfL), biomarcatore chiave della neurodegenerazione, attraverso test ematici e imaging cerebrale avanzato.

Questa ricerca ha portato all'identificazione di due nuovi sottotipi di SM basati sui livelli e sulla tempistica di aumento di sNfL: il sottotipo "sNfL precoce", caratterizzato da elevati livelli fin dalle fasi iniziali con una progressione più aggressiva della malattia, e il sottotipo "sNfL tardiva", in cui l'aumento di sNfL si manifesta più tardi, associato a un decorso più lento. Questi risultati rappresentano un significativo progresso nella comprensione della patogenesi della SM, consentendo una classificazione più precisa e una migliore capacità di predizione dell'evoluzione clinica. La possibilità di classificare la malattia anche in base ai biomarcatori ematici, come la sNfL, apre nuove prospettive per terapie più mirate e per un monitoraggio clinico più accurato e personalizzato.

L'introduzione di questi sottotipi potrà rivoluzionare l'approccio terapeutico alla SM, permettendo di differenziare i trattamenti in base all'aggressività e alla velocità di progressione della malattia. Ai pazienti con sNfL precoce saranno probabilmente indirizzate terapie più intensive fin dall'esordio per rallentare il decorso, mentre chi rientra nel sottotipo tardivo potrà beneficiare di approcci più graduali, focalizzati sul mantenimento a lungo termine della qualità della vita. Questa scoperta segna una svolta verso la medicina di precisione nella SM, riducendo effetti collaterali e ottimizzando l'efficacia terapeutica, e apre la strada a future ricerche e sperimentazioni cliniche su gruppi di pazienti meglio definiti. Rimangono alcune criticità da risolvere, ma il quadro delineato fa ben sperare in un futuro con diagnosi più rapide, terapie personalizzate e prognosi più certe.

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