Scoperti e osservati in azione gli interruttori molecolari che regolano le connessioni neurali: una rivoluzione nella ricerca su memoria e Alzheimer
Nel campo delle neuroscienze, la recente scoperta degli interruttori molecolari, osservati per la prima volta in vivo nel cervello di topi, segna una svolta fondamentale nella comprensione dei processi sottostanti alla memoria, all’apprendimento e alle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Coordinata da Jan Gründemann al Centro Tedesco per le Malattie Neurodegenerative, questa ricerca ha utilizzato rivoluzionarie tecnologie di microscopia a due fotoni, combinando sonde fluorescenti e analisi dati avanzate, per monitorare direttamente il comportamento sinaptico durante compiti cognitivi. Gli interruttori molecolari sono complessi proteici che regolano dinamicamente la trasmissione dei segnali tra neuroni, agendo come veri commutatori biochimici nella plasticità sinaptica, che è la base biologica di memoria e apprendimento. Cruciale è stato anche il ruolo individuato del segmento iniziale dell’assone, il decisore dell’attività neuronale, che integra segnali eccitatori e inibitori influenzando la generazione del potenziale d’azione. L’osservazione real-time di queste dinamiche nel cervello vivo rompe i limiti delle ricerche in vitro e post-mortem, aprendo nuove prospettive per terapie innovative e personalizzate mirate a ripristinare le funzioni sinaptiche compromesse nelle demenze neurodegenerative. Questa scoperta rappresenta una pietra miliare che, oltre a migliorare la conoscenza del funzionamento cerebrale, potrà rivoluzionare la diagnosi, il trattamento e la gestione delle patologie cognitive a livello globale.