Scuola, bufera sul contratto: COBAS denuncia "contratto miseria" e arretrati sbagliati per docenti e ATA
Il comparto scuola italiano è al centro di una profonda crisi dopo la firma del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) Istruzione e Ricerca 2022/2024. Atteso con speranza dal personale docente e ATA per un recupero del potere d’acquisto, il rinnovo contrattuale, firmato il 23 dicembre 2025, ha invece generato delusione a causa di arretrati stipendiali decisamente inferiori alle aspettative e frequenti errori nei cedolini di pagamento di gennaio 2026. I COBAS hanno denunciato il rinnovo come un "contratto miseria", denunciando discrepanze evidenti negli importi versati e l'insufficienza degli adeguamenti economici. Numerose testimonianze dirette evidenziano casi di pagamenti che si discostano anche di oltre mille euro rispetto a quanto dovuto, alimentando un diffuso clima di sfiducia e indignazione nel personale scolastico.
I problemi non si limitano alla mera questione economica: le anomalie nei cedolini derivano da complessità burocratiche e informatiche, errori nell’aggiornamento delle piattaforme e carenze organizzative nelle segreterie scolastiche. I COBAS hanno invitato a segnalare tutte le irregolarità riscontrate e hanno preannunciato iniziative di protesta e supporto legale. La situazione ha avuto impatti negativi sul morale del personale, minando la motivazione e la fiducia nel sistema scolastico, con reazioni di altri sindacati tradizionali e interventi politici di sensibilizzazione che evidenziano il carattere emergenziale del problema.
Per risolvere questa crisi, esperti e rappresentanti sindacali propongono aggiornamenti urgenti delle infrastrutture informatiche, formazione per gli addetti amministrativi, maggiore trasparenza nelle comunicazioni e tavoli di confronto tra Ministero e sindacati. La vicenda rimane aperta e rappresenta un banco di prova per il riconoscimento del valore dei lavoratori della scuola pubblica italiana, che chiedono rispetto, certezza economica e condizioni dignitose, auspicando una stagione di riforme e tutele più solide.