Scuole paritarie, pioggia di finanziamenti dal Governo Meloni: soddisfazione Fism e polemiche politiche

Scuole paritarie, pioggia di finanziamenti dal Governo Meloni: soddisfazione Fism e polemiche politiche

Il Governo Meloni ha promosso una significativa svolta nella politica di finanziamento delle scuole paritarie italiane attraverso la Legge di Bilancio 2026, stanziando 30 milioni di euro per le scuole dell’infanzia non statali e 21 milioni per le scuole paritarie. Questa decisione ha suscitato l’entusiasmo della Fism, principale associazione di riferimento, che ha riconosciuto il valore sociale e culturale di queste istituzioni e ha accolto con favore il sostegno offerto dopo anni di difficoltà economiche. Tuttavia, questo aumento di fondi ha riacceso un acceso dibattito politico, con le proteste di Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, che ritengono tali investimenti una distorsione delle risorse pubbliche, preferendo che i finanziamenti siano prioritariamente destinati alle scuole statali.

Le scuole paritarie, regolamentate dalla legge n. 62 del 2000, rappresentano una componente importante del sistema educativo italiano, frequentate da quasi un milione di studenti e diffuse capillarmente soprattutto nelle zone svantaggiate o periferiche. Il sostegno economico punta a garantirne la sopravvivenza e a facilitare l’accesso anche alle famiglie meno abbienti tramite bonus e contribuzioni dedicate. Nonostante le controversie, questo modello segue un trend europeo di pluralità educativa, sostenendo un sistema integrato pubblico-privato.

Gli operatori scolastici sono divisi: mentre nelle paritarie il finanziamento è visto come vitale per la qualità e la continuità educativa, in parte del mondo della scuola statale emergono timori di una competizione ineguale e di sprechi di risorse pubbliche. Le critiche principali riguardano la trasparenza nell’assegnazione dei fondi e il rischio che i finanziamenti possano favorire scuole con rette elevate, limitando l’inclusione sociale. Il Governo difende la scelta sottolineando che la pluralità nel sistema scolastico rappresenta un investimento per il futuro dei giovani e dell’intero paese.

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