Sicurezza a rischio: il caso Strava e il Primo Ministro svedese
Nel luglio 2025, la Svezia è stata scossa da uno scandalo legato all'app Strava, piattaforma di tracciamento attività fisica utilizzata anche da membri della sicurezza del Primo Ministro Ulf Kristersson. La pubblicazione accidentale di 35 tracce GPS ha rivelato spostamenti di alto profilo, coinvolgendo anche la famiglia reale e altri leader scandinavi, compresi movimenti durante eventi istituzionali, come un incontro a Bodø, Norvegia. Questi dati, resi pubblici per errori nelle impostazioni o distrazione, hanno creato allarme per la sicurezza nazionale e hanno portato all'intervento rapido della SÄPO, la polizia di sicurezza svedese.
L'analisi tecnica ha evidenziato che le tracce rivelavano percorsi e abitudini sensibili, includendo residenze private e luoghi istituzionali, potenzialmente sfruttabili da malintenzionati per monitorare o compromettere la sicurezza dei leader. Il caso evidenzia come l'uso degli strumenti digitali come Strava possa portare, anche senza dolo, a gravi rischi di privacy e sicurezza, soprattutto fra rappresentanti pubblici. In risposta, la SÄPO ha lanciato indagini e formazione urgente per gli utenti a rischio, mostrando quanto la sicurezza oggi debba estendersi anche alla gestione digitale e alla cultura della privacy.
Questo episodio ha acceso un dibattito nazionale e internazionale sul futuro della regolamentazione delle piattaforme social e degli strumenti di condivisione dati, proponendo anche soluzioni come app fitness governative controllate. La divulgazione involontaria di dati sensibili sottolinea l'importanza di un'alfabetizzazione digitale approfondita e di strategie mirate per garantire la riservatezza necessaria ai leader, in un equilibrio delicato fra trasparenza democratica e sicurezza nazionale. Il caso Svezia diventa così un esempio emblematico per tutte le democrazie moderne nel gestire la sfida digitale della privacy personale e politica.