Spunta blu X: le motivazioni dietro la maxi multa da 120 milioni inflitta dalla Commissione europea
La recente sanzione di 120 milioni di euro inflitta a X dalla Commissione europea rappresenta un momento fondamentale nella regolamentazione delle piattaforme digitali, sancito dal Digital Services Act (DSA) entrato in vigore nel 2022. Questo regolamento mira a garantire maggiore trasparenza, responsabilità e sicurezza online, specialmente per le piattaforme più influenti come X. Il fulcro della controversia riguarda la gestione della spunta blu, la quale, da simbolo di autenticità, è divenuta un servizio di abbonamento spesso assegnato senza rigorosi controlli. Tale pratica è stata giudicata fuorviante e contraria agli obblighi di trasparenza stabiliti dal DSA, in quanto può facilitare la diffusione di informazioni errate attribuendo autorità a fonti non verificate. Inoltre, l'inaccessibilità del repository delle inserzioni pubblicitarie di X ha alimentato dubbi sulla trasparenza delle campagne pubblicitarie, ostacolando la possibilità di monitorare interventi potenzialmente manipolatori nei confronti degli utenti europei. Spiccano anche le carenze nei sistemi di moderazione e rimozione di contenuti illegali, come messaggi d'odio e fake news, che la Commissione europea ha ritenuto insufficienti. In risposta, a X è stato richiesto un piano correttivo dettagliato entro 60 giorni, comprendente la revisione della spunta blu, il ripristino della trasparenza nelle inserzioni pubblicitarie, un rafforzamento delle misure anti-contenuti illegali e una regolamentazione più chiara sulle pratiche di scraping dei dati. Il caso X si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione e sanzioni verso le big tech, a livello europeo e internazionale, enfatizzando l'importanza della tutela degli utenti, della trasparenza e dell'etica digitale nelle piattaforme social.