Tachyum: dalla rivoluzione del processore universale alla crisi finanziaria. Affitti non pagati e una montagna di debiti per la startup high-tech slovacca
Tachyum, startup slovacca fondata nel 2016, ha conquistato attenzione globale con il suo ambizioso progetto Prodigy, un processore universale destinato a rivoluzionare il settore dei microprocessori. Promettendo efficienza energetica aumentata e capacità unificate per diversi workload, Prodigy ha rappresentato un faro di innovazione europea, attirando investimenti e talenti. Tuttavia, nonostante il fervore iniziale e un team internazionale di alto livello, Tachyum ha iniziato a manifestare segnali di cedimento finanziario già dal 2024, con ritardi nei pagamenti e difficoltà a rispettare le tempistiche del progetto. All'inizio del 2026, la situazione è precipitata: l'azienda ha perso l'accesso ai propri uffici di Bratislava a causa di affitti non pagati, rivelando un debito che ha superato i 150.000 euro, compresi stipendi arretrati e contributi previdenziali non versati. Questa crisi ha avuto impatti diretti sui dipendenti e sull'ecosistema tecnologico locale, minando la fiducia degli investitori e pregiudicando la posizione della Slovacchia come polo innovativo in Europa Centrale. In un contesto in cui la sostenibilità economica e la governance aziendale diventano sempre più cruciali, la vicenda Tachyum si configura come un ammonimento per le startup high-tech e le istituzioni, sottolineando la necessità di rafforzare le tutele e gli investimenti per mantenere competitività e attrattività nel mercato globale.