Tempesta geomagnetica di gennaio 2026: cause, effetti e previsioni per l’Europa e l’Italia
La tempesta geomagnetica iniziata il 19 gennaio 2026 si è rivelata uno degli eventi più intensi degli ultimi anni in Europa, con particolare impatto sull’Italia. Il fenomeno, caratterizzato da correnti di particelle solari cariche che interagiscono con il campo magnetico terrestre, ha raggiunto un picco iniziale di livello G4 e si è mantenuto su un livello G3 per tre giorni consecutivi. Le tempeste geomagnetiche, note anche come tempeste solari, sono monitorate tramite una scala da G1 a G5 che indica la loro intensità e potenziale impatto sulle infrastrutture e sull’ambiente. In questo caso, gli effetti sono stati avvertiti principalmente nelle reti elettriche e nelle telecomunicazioni, con alcune anomalie segnalate soprattutto nel Nord e Centro Italia.
L’origine dell’evento è stata un’espulsione di massa coronale (CME) del Sole che ha viaggiato ad alta velocità verso la Terra, accompagnata da una tempesta di radiazioni solari di livello S4, che ha richiesto l’attivazione di protocolli di emergenza per proteggere satelliti e missioni spaziali. Le previsioni indicano un graduale miglioramento della situazione nelle prossime 24-48 ore, ma con possibili residui effetti. Durante la tempesta, è stata osservata anche l’aurora boreale in alcune zone del Nord Italia, un fenomeno raro e di debole intensità nel nostro paese.
Le autorità italiane ed europee hanno emesso allerta e raccomandazioni per proteggere le infrastrutture e garantire la sicurezza, sottolineando l’importanza di un costante monitoraggio dell’attività solare e della meteorologia spaziale. Questo evento ha evidenziato la necessità di aumentare la resilienza delle reti tecnologiche e di migliorare la gestione preventiva delle situazioni di emergenza dovute a fenomeni spaziali, rappresentando un banco di prova per la preparazione collettiva e la consapevolezza scientifica nei confronti delle dinamiche del nostro sistema solare.