Tirocini di Qualità: Verso una Riforma per Maggiore Inclusione e Standard Omogenei in Italia
Il sistema dei tirocini extracurricolari in Italia rappresenta un passaggio cruciale per l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, ma è caratterizzato da una forte frammentazione normativa e disparità regionali, come evidenziato dal monitoraggio INAPP. Il Parlamento Europeo spinge per una regolamentazione uniforme che garantisca tirocini di qualità, inclusivi e retribuiti, riconoscendo il valore formativo e favorendo la mobilità giovanile. In Italia, la competenza regionale ha generato una varietà di regolamentazioni sulle durate, tutoraggio e indennità, creando disparità significative, ad esempio tra Lombardia — che con le sue pratiche avanzate funge da laboratorio territoriale — e altre regioni meno sviluppate. Le criticità principali includono il rischio di sfruttamento mascherato, basso tasso di assunzione post-tirocinio e insufficienti tutele per i tirocinanti. Le proposte di riforma puntano su standard minimi nazionali obbligatori, valutazione formativa rigorosa, tutela rafforzata, inclusione mirata di fasce svantaggiate e incentivi all'assunzione. L'Italia può trarre spunto dai modelli europei — Francia, Germania e paesi nordici — che hanno introdotto limiti chiari alla durata, retribuzioni minime, trasparenza e partnership strutturate tra imprese e istituzioni formative. Il futuro dei tirocini italiani dovrà coniugare qualità formativa e concrete opportunità lavorative, attraverso una regolamentazione più chiara e un coordinamento nazionale che valorizzi i giovani come leva di crescita sociale ed economica.