Tragedia a Crans-Montana: come le scuole possono formare una nuova cultura del soccorso
La tragedia dell'incendio a Crans-Montana ha rappresentato un evento traumatico e di grande impatto per la società svizzera ed europea, provocando la morte di 40 giovani e il ferimento di oltre 100 persone. Questo dramma ha innescato un acceso dibattito sulle cause e responsabilità, ma anche sull'importanza imprescindibile di rafforzare la cultura del soccorso all'interno delle scuole, affinché episodi simili possano essere prevenuti in futuro. La scuola, per sua natura luogo di crescita e formazione, assume così un ruolo cruciale nel diffondere competenze e consapevolezza.
L’incendio avvenuto il 2 gennaio 2026 ha evidenziato gravi lacune nella gestione delle emergenze e nella preparazione degli studenti e del personale docente. L’attività dell’inchiesta penale avviata dalla Procura del Cantone Vallese si focalizza sulle possibili negligenze, difetti impiantistici e soprattutto sulla carenza di formazione specifica nel primo soccorso e nei protocolli di evacuazione. Parallelamente, il dramma ha avuto un impatto psicologico profondo sulle vittime e sulla comunità scolastica, sottolineando l'importanza di sviluppare una cultura del soccorso che non sia solo tecnica, ma anche sociale ed emotiva.
In tal senso, la Protezione Civile Svizzera emerge come un attore chiave con programmi didattici, simulazioni e collaborazioni volte a formare gli studenti e il personale. La preparazione all’emergenza deve diventare una componente ordinaria del percorso scolastico, integrando attività pratiche di pronto intervento e prevenzione rischi. Esperienze europee testimoniano come un’educazione continua e coinvolgente sia efficace nel salvare vite. In definitiva, l’insegnamento della sicurezza nelle scuole rappresenta una straordinaria opportunità per costruire una società più consapevole e resiliente, trasformando la dolorosa eredità di Crans-Montana in un impegno concreto e duraturo per il futuro.