Trasparenza salariale, l'Italia recepisce la direttiva UE: ecco cosa cambia per aziende e lavoratori
Il Governo italiano ha approvato un decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 2023/970 sulla trasparenza salariale, con l'obiettivo di contrastare il gender pay gap e rivoluzionare le dinamiche retributive nel Paese. Questo provvedimento introduce tre principali novità: l'obbligo per le aziende di comunicare le politiche retributive, il diritto dei lavoratori ad accedere a informazioni sulle retribuzioni dei colleghi e il divieto di chiedere la retribuzione attuale o pregressa durante i colloqui di lavoro. Nel dettaglio, il divieto di richiedere la Retribuzione Annua Lorda ai candidati punta a interrompere la perpetuazione delle disuguaglianze salariali storiche, imponendo invece che sia l’azienda a indicare la fascia retributiva offerta. Inoltre, le imprese con un numero significativo di dipendenti dovranno fornire dati aggregati e verificabili sui livelli salariali, suddivisi per genere e categorie, facilitando il monitoraggio delle disparità. Un'altra misura chiave riguarda la soglia del 5%: superata questa differenza di retribuzione non giustificata tra lavoratori e lavoratrici, scatta l'obbligo di una valutazione congiunta con i sindacati, che prevede l’analisi delle cause e la predisposizione di un piano correttivo. Questa normativa segna un cambio di paradigma significativo, favorendo la trasparenza e l’eguaglianza nel mondo del lavoro italiano.