UE approva il regolamento 'Chat Control': le nuove regole contro gli abusi sui minori online e la posizione dell'Italia
Il 26 novembre 2025, l’Unione Europea ha approvato la posizione negoziale del Consiglio UE sul regolamento noto come 'Chat Control', volto a combattere la diffusione di abusi sessuali su minori online, in particolare la distribuzione di materiale pedopornografico (CSAM). Il provvedimento mira a rafforzare la protezione dei minori sulle piattaforme digitali, coinvolgendo attivamente le aziende tecnologiche nel monitoraggio e nella rimozione rapida dei contenuti illeciti, garantendo però il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini europei, tra cui la privacy. L’Italia si è astenuta dalla votazione, sottolineando la necessità di trovare un equilibrio efficace tra sicurezza e tutela della riservatezza delle comunicazioni private, scettica verso un controllo massivo che potrebbe ledere le libertà sancite dalla Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE.
Il regolamento introduce obblighi chiari per le piattaforme digitali, come l’implementazione di sistemi di monitoraggio mirato per identificare e rimuovere contenuti pedopornografici, ma elimina la scansione generalizzata e preventiva di tutte le comunicazioni private, salvaguardando la crittografia end-to-end. Questa misura rappresenta un punto di svolta importante per bilanciare la lotta contro il CSAM con la protezione della privacy degli utenti. Il dibattito europeo rimane acceso, con forze politiche, associazioni e istituzioni divise tra chi ritiene necessario un controllo più incisivo e chi teme derive di sorveglianza diffusa e compressione dei diritti civili.
Per cittadini e aziende digitali, il regolamento apporterà modifiche significative nel modo di operare e comunicare. Le piattaforme dovranno adottare nuove procedure di cooperazione con le autorità, mentre gli utenti vedranno una maggiore tutela contro abusi e materiale illecito senza un impatto generale sulla riservatezza. L’Italia continuerà a dialogare con Bruxelles, puntando a garantire un’applicazione che rispetti pienamente le libertà individuali. Il percorso legislativo proseguirà con il Parlamento Europeo e la Commissione, chiamati a definire un equilibrio sostenibile tra sicurezza dei minori e diritti digitali in una Europa sempre più digitale e complessa.