Università Lum: Open Day con la Presentazione del Libro di Giorgio Perinetti e Michele Pennetti

Università Lum: Open Day con la Presentazione del Libro di Giorgio Perinetti e Michele Pennetti

L'Università Lum 'Giuseppe Degennaro' ha organizzato per il 14 gennaio 2026 un evento di grande rilevanza culturale, la presentazione del libro "Quello che non ho visto arrivare. Emanuela, l’anoressia e ciò che resta di bello" scritto da Giorgio Perinetti e Michele Pennetti. Questo incontro, inserito nell'open day Lum 2026, si pone come momento di riflessione aperto a studenti, docenti e cittadini sul delicato tema dei disturbi alimentari, e in particolare dell'anoressia, sottolineando il ruolo essenziale delle istituzioni universitarie nella prevenzione e nel sostegno psicologico. La presenza del rettore Antonello Garzoni e la presentazione del servizio "Lum Ascolta" del professor Leonardo Fazio rafforzano l'impegno dell'ateneo nella promozione del benessere mentale, integrando letteratura, testimonianza e supporto concreto.

Gli autori, Perinetti e Pennetti, uniscono i loro diversi background per offrire un racconto intenso e autentico della lotta contro l'anoressia, focalizzandosi sulla storia emblematico di Emanuela. Il libro trae forza dalla narrazione personale che mette a nudo le fragilità, ma anche la resilienza, suscitando una maggiore consapevolezza sulla patologia e promuovendo empatia. L'iniziativa si inserisce in un più ampio contesto di eventi universitari programmati per gennaio 2026, mirati a costruire una cultura della prevenzione, del dialogo e dell'inclusione all’interno della comunità accademica.

L'evento rappresenta un modello di riferimento per altre università e realtà sociali, dimostrando come la combinazione fra attività culturali, supporto psicologico e impegno istituzionale possa contribuire efficacemente a un approccio integrato alla salute mentale. La giornata del 14 gennaio diventa così un'occasione non solo di formazione ma anche di crescita personale e collettiva, in cui la testimonianza e la condivisione si traducono in strumenti potenti per affrontare e prevenire i disturbi alimentari, restituendo centralità alla persona e valorizzando la cultura come motore di cambiamento e speranza.

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