USA: Thalha Jubair, 19enne britannico, accusato di maxi attacchi informatici che hanno fruttato 115 milioni di dollari

USA: Thalha Jubair, 19enne britannico, accusato di maxi attacchi informatici che hanno fruttato 115 milioni di dollari

Il caso di Thalha Jubair, giovane hacker britannico di 19 anni arrestato per una serie di maxi attacchi informatici, rappresenta uno dei momenti più significativi nella cronaca recente della criminalità digitale internazionale. Sotto accusa per oltre 120 attacchi perpetrati con tecniche sofisticate su sistemi altamente sensibili come le Corti federali degli Stati Uniti, Jubair avrebbe generato profitti illeciti stimati intorno ai 115 milioni di dollari. La complessità dell’operazione e l'impiego di phishing mirato, malware evoluti e sistemi avanzati di riciclaggio di fondi evidenziano una pianificazione di elevato livello e una rete di attività illecite interconnesse. Le indagini, condotte in sinergia dalla National Crime Agency britannica e dall’FBI statunitense, hanno portato all’arresto del giovane a East London e al sequestro di server cruciali nel 2024, bloccando temporaneamente le attività criminali e raccogliendo prove fondamentali per il procedimento in corso. L’impatto degli attacchi è stato profondo sia a livello economico – con danni stimati in milioni di dollari – che istituzionale, in quanto ha minato la sicurezza e la funzionalità di infrastrutture giuridiche di primaria importanza. In risposta, la comunità internazionale ha rafforzato la collaborazione contro il cybercrime, mentre istituzioni e esperti sottolineano la necessità di misure preventive più strutturate e costanti, che includano aggiornamenti tecnologici, formazione e protocolli di intervento rapido per fronteggiare le minacce informatiche contemporanee.

Questo sito web utilizza cookies e richiede i dati personali per rendere più agevole la tua esperienza di navigazione.