Valutazione delle ore di formazione ATA svolte durante le ferie estive: interpretazioni, criticità e orientamenti per le posizioni economiche
Le posizioni economiche del personale ATA nella scuola italiana sono strettamente legate anche alla formazione professionale, considerata fondamentale per la progressione economica. Tuttavia, il riconoscimento delle ore di formazione svolte durante le ferie estive presenta ambiguità normative e amministrative, soprattutto quando queste si svolgono a distanza e senza preventiva autorizzazione della segreteria scolastica. La normativa di riferimento, basata sul CCNL comparto Scuola e successive circolari ministeriali, prevede che l'attività formativa, se coerente con il profilo professionale e tracciata adeguatamente, possa essere riconosciuta come ore di servizio. Ciononostante, la mancanza di indicazioni precise genera dubbi interpretativi e rischi di non riconoscimento, soprattutto in assenza di convenzione con la segreteria. Molti enti organizzano corsi anche in estate, ponendo in rilievo l'importanza della formazione a distanza in modalità sincrona o asincrona, che pure risulta equiparabile a quella in presenza se erogata da organismi accreditati. Per garantire la validità delle ore svolte è fondamentale produrre documentazione dettagliata, tra cui attestati e registri di frequenza, specificando le caratteristiche del corso e gli esiti dell'apprendimento. In mancanza di regole ministeriali specifiche, la prassi indica che la decisione finale spetta al dirigente scolastico, che valuta la pertinenza e la legittimità della formazione rispetto alle attività istituzionali e ai piani formativi dell'istituto. Si consiglia dunque al personale ATA di comunicare preventivamente con la segreteria, scegliere corsi conformi e conservare tutta la documentazione, evitando sovrapposizioni con periodi di ferie.»