Viaggi di istruzione 2025: le soluzioni MIM non convincono la FLC CGIL, a rischio la mobilità studentesca

Viaggi di istruzione 2025: le soluzioni MIM non convincono la FLC CGIL, a rischio la mobilità studentesca

Le recenti indicazioni operative emanate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) per i viaggi di istruzione dell’anno scolastico 2025/2026 hanno generato un acceso dibattito tra dirigenti scolastici, personale e sindacati, in particolare la FLC CGIL. Queste nuove norme, che mirano a una maggiore trasparenza e controllo tramite procedure rigorose per l’ottenimento dei Codici Identificativi di Gara (CIG) per affidamenti superiori ai 140 mila euro, eliminano la precedente deroga che garantiva alle scuole autonomia amministrativa. Ciò ha preoccupato molti operatori scolastici perché rischia di complicare e rallentare di molto l’organizzazione dei viaggi, aumentando il carico burocratico e creando incertezza.

La FLC CGIL ha espresso forte critiche, evidenziando come l’introduzione di queste regole crei ulteriori barriere burocratiche invece di facilitare la gestione, con possibili conseguenze negative quali la sospensione o la drastica riduzione dei viaggi di istruzione. Questo potrebbe compromettere un momento fondamentale della didattica esperienziale e della mobilità studentesca, con ripercussioni sull’inclusione e sull’arricchimento culturale degli alunni. Il sindacato ha chiesto l’istituzione urgente di un Tavolo delle semplificazioni che coinvolga tutte le parti interessate per trovare soluzioni condivise e sostenibili.

Il contesto di difficoltà si inserisce in una realtà scolastica con personale amministrativo carente, strumenti digitali insufficienti e normative complesse. Se da un lato è necessaria l’efficacia dei controlli, dall’altro la rigidità delle nuove procedure rischia di generare un blocco operativo che potrebbe durare tutto il biennio 2025-2026. Il dibattito evidenzia l’esigenza di una rimodulazione normativa che concili controlli trasparenti e semplificazioni pratiche, salvaguardando così la mobilità studentesca e la qualità dell’offerta formativa extracurricolare, evitando che la burocrazia porti a una prolungata sospensione delle attività scolastiche legate ai viaggi d’istruzione.

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